Il Libro Nero di uno strimpellatore - DOMENICO NORDIO, OFFICIAL WEBSITE

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CASI PIETOSI

DOMENICO NORDIO, OFFICIAL WEBSITE
Published by in ARTICOLI · 7 September 2019
I casi pietosi con i quali si costruiscono le carriere mi fanno orrore; personaggetti mediocri assurti a grandi artisti solo perché provati duramente dalla vita; nomi divenuti improvvisamente celebri, ma che in condizioni normali (passatemi il termine) sarebbero considerati semplicemente privi di doti.

Quanti Maestri hanno scelto di lasciar parlare il proprio talento e non la propria malattia? Nessuno si cura di loro, ma il loro silenzio non significa minore angoscia, minore disagio, minore determinazione, anzi. Conosco benissimo, ad esempio, un concertista italiano di fama che dopo un grave problema cerebrale ha perso sensibilità alla faccia e la vista da un occhio: ancora oggi, dopo quasi un decennio dal periodo clou delle sue malattie (perché ne ha avute un paio di terribili), non riesce pienamente a convivere con il suo handicap. La notte si sveglia di soprassalto perché non riesce a capire se il suo viso è appoggiato o no sul cuscino; nei giorni buoni vede solo a quadrettoni e nei giorni cattivi vomita per l'insopportabile, continuo, invalidante mal di testa causato da una cicatrice nel cervello che ha deciso di non riassorbirsi. Il dolore di questo musicista non si conosce, eppure si conosce la sua vita artistica, molto bene.

Questo concertista non annuncia il suo stato di salute ad ogni esibizione, non rilascia interviste compassionevoli, non chiede consolazione, continua quotidianamente a calcare la scena assumendosi la responsabilità di ciò che propone senza cercare vie traverse per arrivare alla notorietà; e non accampa giustificazioni di sorta, mai, nemmeno per i suoi insuccessi (che, in verità e per sua fortuna, sono pochissimi). Avrebbe potuto riempire i rotocalchi, se solo avesse voluto, e magari la sua carriera si sarebbe compiuta in modo più semplice, senza dover studiare di continuo per mantenere lo standard qualitativo di livello sufficiente, in un mondo nel quale non ha mai chiesto regali.

L’universo dei social gli avrebbe tributato un omaggio sentito e avrebbe sottolineato il valore immenso della sua Arte, spinto dalla retorica del pensiero comune che troppo spesso impedisce di dire delle verità scomode. E avrebbe potuto scrivere un libro che sarebbe stato pompato dallo showbiz fino a scalare tutte le classifiche di vendita, nel quale avrebbe potuto descrivere fin nei particolari la gioia di una vita di palcoscenico che compensa i dolori di un fisico che lo ha abbandonato senza preavviso.

Invece il concertista ha deciso di non diventare un commovente caso pietoso e di far parlare solo i suoni che emette dal suo strumento: a questo punto, forse, ha fatto la scelta sbagliata.

© ARCHI MAGAZINE, 2018



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