IL LIBRO NERO DI UNO STRIMPELLATORE - DOMENICO NORDIO, OFFICIAL WEBSITE

Go to content

VERO E FALSO

DOMENICO NORDIO, OFFICIAL WEBSITE
Published by in DIDATTICA · 10 September 2019
Cari studenti, toglietevi dalla testa i luoghi comuni (e, che sia chiaro, nessuno è portatore della verità assoluta: io men che meno, ma nemmeno voi).

"Per diventare violinista bisogna avere talento musicale".
Falso: per diventare violinista basta applicare dei dettami tecnici precisi (sempre che si non ci siano problemi fisici particolari); il talento è indispensabile per essere musicista.

"Il violinista per tenersi in esercizio deve studiare tanto".
Vero e falso.
Il violinismo ha basi soprattutto ginniche e quindi l'esercizio costante è fondamentale, ma è meglio studiare poco e in modo attento (magari tutti i giorni) piuttosto che tanto, ma solo in alcuni periodi e pensando ad altro.

"Si può imparare a suonare il violino anche in età avanzata".
(Tesi sostenuta dai dirigenti di Conservatorio per giustificare l'ammissione di studenti troppo vecchi).
Vero e falso.
Dipende dal goal: se si vuol essere strumentisti dilettanti (che suonano, cioè, per puro diletto personale) non c'è limite d'età, ma se si vuole diventare concertisti si ha da cominciare da giovanissimi. Le ragioni sono precise: il bambino è facilmente plasmabile perché non ha sovrastrutture mentali (ed è per questo che l'imprinting del primo insegnante ha una importanza fondamentale), è in grado di mettere in pratica le indicazioni in modo acritico (e quindi efficace), ha articolazioni, tendini e muscoli flessibili, è educabile ad una vita di sacrifici e di rinunce. Ed è possibile far sì che per lui molti aspetti tecnici diventino meccanici: l'eccessiva presa di coscienza, tipica degli studenti maturi, è una delle ragioni degli errori strumentale. Provate a pensarci: se camminassimo facendo attenzione a come poggiamo i piedi, alla loro posizione, alla direzione della pianta, alla flessibilità delle caviglie, e così via, inciamperemmo di sicuro.

"Per tenere sotto controllo gli aspetti tecnici della mano sinistra il violinista deve guardare la tastiera mentre suona".
Vero e falso.
Questo dettame è condizionato da come si imbraccia lo strumento: se il riccio punta verso l'esterno bisogna affidarsi alla pura percezione tattile per non costringere il collo a torsioni innaturali; se, al contrario, il riccio è frontale nulla vieta di potersi concentrare sulle dita, a patto però di non perdere il controllo del contatto dell'arco: in larga misura ciò dipende dall'uso o meno della spalliera, che determina l'angolo fra testa e direzione del violino.

"Per avere un bel suono c'è bisogno di un bel violino".
Vero e falso: senza una buona tecnica di cavata, che serve a rendere unico e inconfondibile il proprio suono, anche lo strumento più facile da gestire diventa impersonale.

"Il violino antico è più semplice da suonare di quello moderno".
Falso.
Da decenni i liutai tendono ad agire sugli spessori dei legni per agevolare l'emissione, grazie anche ad ausili tecnologici che, va da sé, in epoca antica non esistevano (ma non è detto che tutti gli strumenti moderni siano destinati a durare nel tempo).

"Esiste l'intonazione perfetta".
Falso.
Nel violino, così come in tutti gli strumenti non a note fisse (tipo pianoforte), l'intonazione è un potente mezzo espressivo (in verità non lo penso solo io, lo dicevano anche Menuhin e Francescatti). Mettiamoci d'accordo sui termini: stonato è chi non mantiene stabile l'altezza della stessa nota che si ripropone nella stessa tonalità, nota della quale ogni violinista può scegliere l'altezza (magari un giorno mi spiegherò meglio, ma chi mastica un pochino di musica dovrebbe aver capito).

"L'orchestrale non è un concertista".
Falso: concertista, termine generico, è chi esibisce in concerti. Orchestrale è chi lo fa quale componente di un'orchestra, Solista è chi calca la scena sostenendo la parte solistica di un brano, Camerista è chi propone brani di musica da camera.

"Suonare in orchestra è più facile che suonare da solisti".
Falso.
L'orchestrale deve prestare attenzione a sé, a chi gli sta intorno e al direttore che deve seguire pedissequamente e, spesso, anticipandone le volontà; il solista, invece, può concentrarsi anche solo su di sé. Vero è che il solista è più esposto ai giudizi negativi legati agli errori, ma solo prché non gode di tutte quelle tutele, anche sindacali, che garantiscono chi siede in orchestra.

"Nella Musica da Camera bisogna integrarsi con i colleghi".
Falso.
La Musica da Camera è fatta di ascolto, di proposta e di sostegno, e non esiste una sola linea che sia dichiaratamente meno importante delle altre e che va annullata. L'accompagnamento (per dirla facile: tutto ciò che non è strettamente melodico) ha importanza fondamentale perché senza l'accompagnamento il risultato tematico finale sarebbe diverso (ovvietà).

"In palcoscenico il carisma aiuta a camuffare gli errori esecutivi".
Vero e falso.
Il concerto è uno spettacolo fatto di suoni, ma che ha aspetti visivi (Michele Auclair diceva che lo spettacolo inizia fin dal momento nel quale si mete piede fuori dal camerino) ed emozionali (la capacità di coinvolgere emotivamente gli ascoltatori) che nulla hanno a che fare con la precisione esecutiva e che sono determinanti. Certo, bisogna evitare che la quantità di sbagli strumentali non diventi essa stessa lo spettacolo (dell'orrore).

"Non è detto che il buon insegnante debba essere anche un buon violinista".
Falso: è obbligatorio che l'insegnante conosca bene la materia e quindi il buon insegnante deve essere anche un buon violinista, a prescindere dalla sua carriera strumentale.

"Non è detto che un concertista sia anche un buon insegnante".
Vero.
L'insegnamento necessita di talento comunicativo, di capacità di sintesi e di analisi, di velocità nello scorgere e correggere gli errori, anche i più piccoli, di rigore, di autorevolezza, ma non di arroganza, e di pazienza, tutte doti che non è detto che il concertista possegga (ed è per questo che considerare l'insegnamento quale ammortizzatore sociale per l'immissione nel mondo del lavoro dei troppi diplomati di Conservatorio è truffaldino nei confronti degli studenti, che troppo spesso hanno a che fare con maestri frustrati, demotivati e incapaci).

"Solista = eremita e/o asociale".
Falso.
Il solista in concerto ha da essere comunicativo e si può essere comunicativi solo se si ha una vita personale, familiare ed affettiva emotivamente appagante. E, per favore, lasciamo perdere la visione lievemente preadolescenziale dell'Artista che si nutre prevalentemente dei suoi dolori e dei suoi turbamenti: conosco tanti grandi solisti che sono perfettamente in pace con loro stessi.

"Il concertista non si deve esporre su temi politici, religiosi e sociali per non urtare le diverse sensibilità degli ascoltatori".
Vero e falso.
Il tema è scivoloso: come detto, il concertista non è solo quello che emette suoni, ma che ha anche la capacità di lanciare dei messaggi che siano comprensibili e condivisibili, messaggi che sono condizionati dalla sue idee, inevitabilmente. La scelta di esporsi ha implicazioni puramente d'immagine: è chiaro che assumere posizioni nette su argomenti delicati può incidere sulla carriera dato che organizzatori, critici e ascoltatori possono essere infastiditi perché la pensano in modo diverso. Vale la pena appiattirsi in nome della carriera? E' una decisione strettamente personale.

"Meglio concertista che minatore".
Vero e falso: ci sono minatori frustrati e minatori appagati, così come ci sono concertisti frustrati e concertisti appagati.

Cari studenti, alla prossima.



general management:
DNC-LETIZIA INSERRA
DOMENICO NORDIO
Back to content