ACCESSIBILE A TUTTI

IL LIBRO NERO
DI UNO STRIMPELLATORE
© Domenico Nordio-DNC, 2022
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ACCESSIBILE A TUTTI

Domenico Nordio
Pubblicato da Domenico · 11 Marzo 2022
All'inizio della mia carriera, più di trent'anni fa, sono stato cacciato da una sala da concerto perché non avevo indossato il frac. In verità, mi hanno imposto il frac per le repliche, altrimenti avrebbero cancellato l'impegno. All'epoca la clausola sull'obbligo di "pinguinaggio" era uno dei punti fermi del contratto: l'abito faceva il monaco.

Oggi, se indossassi il frac, sarei ritenuto un UFO, troppo distante dai gusti degli spettatori e troppo poco empatico nei suoi confronti.

Specchio dei tempi.

In questa triste e appiattita vita social, il musicista mette in vetrina i lati più personali, per distinguersi dalla massa, credendo così di catturare la benevolenza del suo pubblico, facendolo sentire amico.  Ahimè, anch'io cado in questa trappola, pentendomene subito dopo (lo sto facendo anche adesso, eh: il lupo perde il pelo...). Così non c'è più la distanza fra chi ascolta e chi si esibisce: il concertista non è più avvolto nel mistero.

Il cambio di rotta è evidentissimo ai concerti, durante i quali il pubblico assume atteggiamenti irriguardosi. L'uomo di palcoscenico non induce più al silenzio religioso e all'ascolto partecipato. Adesso è diventato il compagno di merende, con il quale bere un fiasco di vino all'osteria.

Allo stesso modo, i concertisti hanno perso il rispetto per chi paga un biglietto. Nelle pause per l'accordatura, o fra un brano e l'altro, li si vede conversare tra loro in palco, spesso di spalle, come se stessero passeggiando sul bagnasciuga; il loro vestito di ordinanza è diventato indegno anche di una seduta in palestra (anche il mio, lo so). L'abito fa il monaco, no? Meglio: ogni monaco si merita l'abito che indossa.

Amen.


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