IMPRINTING

IL LIBRO NERO
DI UNO STRIMPELLATORE
© Domenico Nordio-DNC, 2022
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Domenico Nordio
Pubblicato da Domenico · 24 Ottobre 2022
Quando ero in fasce la mia maman, pur non entusiasta della mia scelta di imbracciare il violino (ciò nonostante, la mia famiglia mi ha introdotto fin da bimbetto ai grandi maestri che mi hanno formato, con grande generosità e illuminata lungimiranza), mi sommergeva di 33 giri, contenenti i grandi capolavori della musica classica.

Ricordo di avere amato alla follia la versione di Tibor Varga del secondo di Bartok, tanto da ascoltarla in qualsiasi momento della giornata, anche quando i miei compagni di scuola si inebetivano con i cartoni animati giapponesi, tipo Goldrake e Mazinga (e Dio solo sa quanto venissi bullizzato per questo: ero considerato uno strambo, colpevolmente non allineato al branco. Avevano delle ragioni).

Non è un caso, quindi, che il novecento sia stato la mia passione, fin da subito: se la mia maman non mi avesse fatto conoscere il compositore ungherese, magari sarei diventato un barocchista, o un tabaccaio, chissà. Il suo imprinting è stato determinante.

Dovrei ricordarmelo più spesso, quando i miei figli preferiscono Ultimo a Bach, senza che dia loro gli stimoli per allargare gli orizzonti.





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